Ricordi del martedì grasso di un anno fa



Febbraio 2020. Circa un anno fa mi trovavo a Venezia, a seguire il famoso Carnevale, un evento culturale che attira, ogni anno, migliaia di visitatori da tutto il mondo. Ignara di quello che poi sarebbe successo di lì a poco, sono partita con la mia fedele macchina fotografica alla scoperta delle origini di questa festa con la voglia di perdermi tra teatri, antichi caffè campi e calle veneziane. Venezia è una città alla quale mi sento particolarmente legata. Sarà per il suo essere città lagunare


o per l’unicità del suo patrimonio artistico e culturale, eppure per me è un mondo a parte capace di farti fare un salto indietro nel tempo, isolandoti dal resto del mondo.


Fotografare il suo Carnevale non è stato affatto semplice: da un lato una moltitudine di mascher

e, turisti, fotografi, curiosi e appassionati che riempiono le piazze e le calle; dall’altro la voglia di lasciarsi andare e farsi trasci nare da un’atmosfera unica al mondo. Voglio raccontarvi che cosa mi ha colpito dal punto di vista fotografico, culturale e artistico e perché, questa città, merita di essere visitata almeno una volta nella vita in questo periodo.



Le origini, la storia. Fotografare il Carnevale di Venezia significa, per me, fare un salto indietro nei secoli. Se pensiamo che il primo documento che parla di Carnevale è datato 1094, possiamo solamente immaginare quanto questa festa sia sentita in città. È bello pensare che allora, sebbene non si parlasse di Carnevale vero e proprio (bisognerà attendere il 1296 per il riconoscimento della festa), la popolazione si lasciava andare indistintamente a situazioni di festa e divertimento. Infatti, non è un caso che proprio questa circostanza contribuiva, almeno per un breve periodo, ad annullare qualsiasi tipo di differenza tra ceti sociali. La maschera, celando il volto, permetteva anche ai più umili di divertirsi e lasciarsi andare.



Le maschere e i costumi. Le maschere a Venezia ti vengono incontro ed è bello il legame che si crea tra il fotografo e la maschera. Ci tengono ad essere fotografate e si mettono in posa, ti accompagnano negli angoli più suggestivi e restano in posa per tutto il tempo necessario. E devo dire che questo aspetto mi ha stupito parecchio. La bellezza delle maschere e dei costumi ti lascia senza parole: ognuna con caratteristiche e riferimenti a epoche diverse, frutto del lavoro della storica tradizione degli atelier sparsi nel cuore storico della città dove operano i cosiddetti mascareri, un po’ artigiani un po’ artisti, che per tutto l’anno danno sfogo alla loro creatività e alla loro fantasia.



Il rapporto con il teatro. Teatro e fotografia, pur appartenendo a due sfere della rappresentazione distinte, dal mio punto vista si intrecciano si sovrappongono in un unicum di emozioni. Venezia è città di teatri. Il rapporto tra il Carnevale di Venezia e il teatro va ricercato nella commedia dell’arte, nata con Goldoni e il suo teatro. Prima di allora non esistevano compagnie teatrali professionalizzate ma le rappresentazioni venivano portate in scena nelle dimore dei sontuosi palazzi veneziani. Le stesse dimore che ospitavano sfarzosi e ricchi balli in maschera. Di lì a poco, con l’apertura dei primi teatri, si affermano anche le prime compagnie teatrali portando con sé lo sviluppo delle attività legate alle maschere, ai costumi e all’artigianato più in generale.



La città e i suoi caffè storici. Venezia è città di caffè storici. Proprio in uno di questi mi sono imbattuta in un gruppo di simpatiche maschere che facevano l’aperitivo. Indecisa se fotografare loro o le bellezze di questi locali che, quasi quasi, mi hanno fatto venire voglia di dedicare un intero servizio fotografico.


L’esperienza dell’anno mi ha aiutata a comprendere gli aspetti legati alla storia e all’identità del luogo. La prossima volta che tornerò a Venezia per il suo carnevale valuterò anche diversi altri elementi quali la scelta preliminare dei luoghi dove far partire e concludere il racconto fotografico; la gestione del tempo e degli spazi. Per il resto mi farò trascinare dall’atmosfera della città e dalle rappresentazioni di teatrale allegria e giocosità che rendono, in questi giorni, Venezia unica al mondo.

Vivere l’atmosfera misteriosa di Venezia è stata un’esperienza unica. Viverla durante il Carnevale ancora di più.



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